| Regia: | Wim Wenders |
| Soggetto e sceneggiatura: | Wim Wenders, con la collaborazione di Peter Handke |
| Fotografia (bianco e nero e colore, 35 mm): | Henri Alekan |
| Montaggio: | Peter Przygodda |
| Scenografia: | Heidi Lüdi |
| Costumi: | Monika Jacobs |
| Suono: | Jean-Paul Mugel, Axel Arft |
| Musica: | Jürgen Knieper |
| Interpreti: | Bruno Ganz (Damiel), Solveig Dommartin (Marion), Otto Sander (Cassiel), Curt Bois (Omero), Peter Falk (sé stesso), Hans Martin Stier (l'uomo dell'incidente), Elmar Wilms (l'uomo triste), Sigurd Rachman (il suicida), Beatrice Manowski (la prostituta), Lájos Kovacs, Bruno Rosasz, Laurent Petitgand, Chico Rojo Ortega, Otto Kuhnle, Christoph Merg, Peter Werner, Susanne Vierkötter, Paul Busch, Karin Busch, Irene Mossinger, Theresa Harder, Franky, Daniela Masinkowa, Bernard Eisenschitz, Didier Flamand, Rolf Henke, Scott Kirby, Franck Glemin, Jerry Banish, Jeanette Pollak, Christian Bartels, David Crome, Kathe Fürstenwert, Werner Schonrock, Bernd Ramien, Erika Raban, Silvja Blagojewa, Sulton Meral, Olivier Picot, Jochen Gliscinsky, Erich Schupke |
| Produzione: | Road Movies Filmproduktion GmbH (Berlino), Argos Films (Parigi), in associazione con Westdeutscher Rundfunk (Colonia) |
| Durata: | 130' |
| Origine: | Germania, 1987 |
Il film racconta la storia di due angeli che si trovano a
Berlino,
Damiel e Cassiel, i quali prendono nota di ciò che fanno e di ciò che pensano gli esseri umani.
Gli angeli possono vedere gli uomini e leggere nei loro pensieri senza essere visti, poiché sono
esclusivamente spirituali, ma possono essere riconosciuti dai bambini che sono gli unici ad accorgersi della
loro presenza: gli angeli che si trovano sulla Terra possono percepire solo le cose astratte. Così, ad
esempio, essi non percepiscono i colori, non possono nemmeno immaginarseli, né tantomeno possono
sentire gli odori o i sapori. Le parole di Wenders ci vengono in aiuto ed esplicitano il carattere degli angeli:
"Gli angeli intuiscono ciò che gli uomini chiamano i 'sentimenti', ma a rigore non possono
viverli.
Sono profondamente 'amorevoli' i nostri angeli, sono buoni e non è dato loro modo di essere
altrimenti, perché non possono neanche concepire l'alterità: la paura, ad esempio, o la gelosia,
l'invidia, né l'odio. Conoscono i modi con cui vengono espressi, ma non i sentimenti stessi."
(Spagnoletti - Töteberg, 1989 : 151, 152).
Damiel e Cassiel si mescolano ai pensieri e alle esistenze degli abitanti di
Berlino, riempiono di annotazioni i loro taccuini e si scambiano
le informazioni che hanno trascritto sugli esseri umani. Accanto alle impressioni del presente essi si scambiano
anche i propri ricordi di un passato ormai lontano che essi hanno "vissuto" nella loro
spiritualità eterna. Periodicamente si ritrovano con altri angeli che subiscono la loro stessa condizione spirituale nella
Biblioteca di Stato,
dove si reca anche il vecchio Omero, che impersona una sorta di memoria storica della città, un uomo
che è il portavoce dell'innocenza del mito ed è fautore di un ritorno dell'umanità ai valori
puri espressi un tempo dalla poesia epica.
Damiel, nel corso dei suoi vagabondaggi, si innamora di una trapezista di un circo che sta per
chiudere i battenti perché in difficoltà finanziarie. Incoraggiato anche da
Peter Falk,
il celebre attore americano che si trova a
Berlino
per girare un film ambientato durante la guerra e che poi si rivelerà essere egli stesso un ex-angelo,
Damiel decide di diventare uomo. Per fare ciò deve tuttavia rinunciare alla sua immortalità
spirituale. Damiel si mette così alla ricerca della donna di cui si è innamorato, Marion,
che adesso è disoccupata e che, non sapendo cosa fare, va ad un concerto rock.
I due si ritrovano e riescono a coronare il loro sogno d'amore, mentre l'altro angelo Cassiel assiste alla nuova
condizione dell'amico con un pizzico di malinconia per non aver avuto egli stesso il coraggio di compiere il
grande "passo".