Con Paris, Texas si conclude per Wenders il capitolo dell'esperienza in America. Con il suo rientro in Europa, nel periodo compreso tra marzo e aprile del 1984, Wenders dedica all'American Dream uno scritto in cui parla con tono disilluso della smitizzazione dell'America avvenuta nella sua coscienza:
"La prima volta che arrivai in AMERICA,
era primissimo mattino,
giunsi col bus dall' aeroporto J.F. Kennedy
a Manhattan.
Ero arrivato a CASA.
[...]
Era tutto così nuovo, ma anche subito familiare:
questa città conteneva e rendeva visibili
tutte le altre città che io avevo conosciuto.
Io mi sentivo a casa non solo perché mi trovavo
nel luogo che avevo sempre 'agognato'
ma anche perché in quel luogo 'ambìto'
sembrava che un sogno potesse armonizzarsi
con la realtà circostante
che vedevo coi miei occhi.
Credevo che New York fosse l'America.
Ma non durò a lungo.
La sera stessa accesi la televisione
e imparai a conoscere l'America.
Rimasi davanti allo schermo per una settimana,
giorno e notte,
come colpito da una nuova, inspiegabile malattia,
come sotto l'effetto di un'ipnosi totale.
Ero in preda a una smania, ma non una smania privata,
una smania assolutamente pubblica.
[...]
L'industria del divertimento è probabilmente
dopo quella degli armamenti, il ramo più importante
dell'economia americana, ed è anche logico
che un giorno diventi
il settore effettivamente di punta.
Più le guerre diventano improbabili e inimmaginabili
soprattutto quelle di ampiezza mondiale,
più il divertimento universale diventerà palesemente
una continuazione della politica con altri mezzi.
[...]
L'entertainment in America è il massimo livello della politica.
[...]
L'assenza di politica è l'aspetto più politico.
IL CAPITALISMO DELLA TARDA DECADENZA può solo reggersi
sparandole sempre più grosse.
Rispetto al suo rivale ideologico
IL SOCIALISMO DELLA TARDA DECADENZA
fa in modo di essere sempre più allettante, più divertente,
l'uno usa grandiose forme vuote
l'altro grandi contenuti vuoti.
Entrambi vanno d'accordo soprattutto
per ciò che hanno voluto sottacere:
che i loro sogni sono finiti da un pezzo.
[...]
Altro non posso aggiungere
sul 'Sogno Americano'.
E' proprio diventato null'altro
che l'immagine sempre esibita.
Troppo a lungo sfruttato e commercializzato,
non ne è rimasto altro
che un sistema di sfruttamento.
Un paese
tradito e venduto
nel suo stesso sogno.
IL SOGNO E' FINITO
Il titolo originario del romanzo 'America' di Kafka
era Der Verschollene ('Il disperso').
Non c'è conclusione migliore
per il Sogno Americano:
DISPERSO." (Spagnoletti - Töteberg, 1989 : 120/144).