Lupin III - Il castello di Cagliostro
Recensione scritta da Marco Poggi

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    Cosa si può dire di nuovo su "CAGLIOSTRO NO SHIRO" ("Il castello di Cagliostro") che non sia stato già detto in questi ultimi vent'anni? E' il secondo film di Lupin III, quello diretto da Hayao Miyazaki, nonché il lungometraggio che gli ha dato fama internazionale, grazie alla proiezione al festival di Cannes del 1980.
 
    La sua trama è perfetta, i disegni sono bellissimi, i personaggi e le scene d'inseguimento sono indimenticabili. Eppure, c'è chi stenta a riconoscere il caro e vecchio Lupin di sempre, da questo eroe romantico in giacca verde, preferendogli il ladro stilizzato di "Mamoo" (il primo film, "LA PIETRA DELLA SAGGEZZA"). Sì, perchè, per quei pochi che non lo sanno ancora (cioè nessuno credo), Lupin torna ad indossare la famosa giacca verde in occasione di questo film, come nella fantomatica prima serie televisiva del 1971/72. Daisuke Jigen gli è sempre accanto, come da copione, mentre Goemon affascina con l'immagine che dà di un samurai errante, chiamato in un secondo tempo dal ladro. I tre ladri  viaggiano con la famosa "Fiat 500" gialla, tanto amata dal regista, protagonista del più incredibile inseguimento automobilistico visto in un anime. Per quanto riguarda Fujiko Mine, al contrario del primo film, la simpaticissima ladra/traditrice/amante di Lupin, qui per la prima volta con i cape lli biondi, è molto edulcorata da Miyazaki. Recitare la parte di governante nel castello di Cagliostro, la costringe ad indossare un abito rosso per nulla sexy. Fortunatamente, arriva il momento che la ragazza sfoggi la sua bella e aderente tuta mimetica, cavalcando la sua rombante moto da corsa, riscattandosi un pò agli occhi dei suoi fans. Zenigata torna alla guida delle sue "teste di cuio", come ai vecchi tempi, svolgendo un ruolo drammatico, umano e quasi per nulla comico.
 
    Gli altri protagonisti del film, li conosciamo tutti molto bene: Clarisse, il conte, Jodo, Gustav, il cane Carl ed il vecchio guardiano Francesco/Arturo (cambia nome a seconda della versione italiana). Personaggi che Miyazaki prende a prestito da una novella di Maurice LeBlanc, l'autore del vero Arsenio Lupin, incentrata proprio su di una donna definita "la contessa di Cagliostro". Visto che gli ultimi quattro hanno ruoli secondari nella trama, vorrei soffermarmi su Clarisse ed il demoniaco conte di Cagliostro. La prima, lo sappiamo bene, è l'anti-Fujiko per eccellenza, una donna-ragazzina romantica che aspetta solo di essere salvata dal suo cavaliere. E' pura, innocente, nobile e casta nei comportamenti. Indossa degli abiti castigati e quando incontra Lupin è affascinata dalla sua gentilezza e dal suo romanticismo. La scena in cui il ladro scala, "alla Miyazaki", le torri del castello compiendo lunghi salti, è fra le più belle, e quando Lupin si presenta alla ragazza regalandole un fiore, facendole il trucco magico delle bandierine, debbo ammetere che ha commosso pure me. Sono troppi, ormai, gli eroi cinematografici rozzi che lasciano parlare più le armi che il cuore, bisogna imparare a riapprezzare il romanticismo di quelli nobili, che riescono ad essere dei "duri" anche con i loro modi gentili ed educati. Mentre il conte di Cagliostro, al contrario di Mamoo, è un "classico cattivo", quello che si incontra leggendo Shakespeare o le fiabe di Perrault. Il suo fine non è clonare gli uomini, ma impalmare per interesse la principessa. E' alto, biondo, grassoccio, nobile di natali ma violento e rozzo con i suoi nemici e la piccola Clarisse. Pilota aerei ed indossa vestiti sgargianti, arrabbiandosi quando i suoi uomini mascherati falliscono il loro compito. Personalmente, non riesco a trovare avversario migliore di lui da contrapporre a questo Lupin III inusuale dalla giacca verde. Il suo abito rosso che indossa nelle sequenze del matrimonio, sembra un incrocio fra un adoratore di Satana (visti i soldati che comanda e l'insegna del caprone del suo anello) ed un costume da supereroe dark. A tratti, nella scena della resa dei conti finale sull'orologio, Lupin e Cagliostro sembrano un pò anticipare, al contrario però, le ultime schermaglie fra Michael Keaton/Batman e Jack Nicholson/Joker, nel film de "BATMAN" diretto, dieci anni dopo l'anime, da Tim Burton. Sicuramente, anche Burton è rimasto affascinato dall'opera di Miyazaki, sennò non l'avrebbe citata apertamente nel suo primo lungometraggio sull'eroe di Gotham City.
 
    Di edizioni italiane di questo film ne esistono due, sempre per quei pochi che non lo sapessero, una televisiva e una home video, entrambe divergenti nei dialoghi e nei doppiatori chiamati in causa. Nella versione televisiva, curata dal "GRUPPO TRENTA", visto che il conte è anche un falsario, si cita all'inizio spesso il nome di Goto, facendolo passare per un maestro in quest'arte, in realtà è una svista dell'adattamento italiano, visto che "goto" non è altro che la pronuncia giapponese del termine "goat", che vuol dire "caprone", cioé l'effigie del casato del conte. Mentre nella versione home video, del termine "goto", non se ne fa cenno.
E che dire del vescovo della prima versione e del papa chiamato in causa nella seconda? Personalmente non credo che il candido pontefice approverebbe un matrimonio pieno di tizzi mascherati in nero in quel modo, per questo preferisco pensare più ad un vescovo per la cerimonia fra Cagliostro e Clarisse. Fatto sta, che udire due versioni dello stesso anime, dove a doppiare il protagonista non è Roberto Del Giudice, continua tutt'oggi a farmi un certo effetto. Loris Loddi è bravino nella versione TV, ma all'epoca troppo giovane per interpretare al meglio Lupin, mentre Luigi Rosa talvolta utilizza una vocetta stridula, peggiore dell'attuale Del Giudice. Un altro appunto sul ladro, a chi può interessare, nella prima versione, nella scena del commiato fra Lupin e Clarisse, non è Loris Loddi a parlare ma il giovane Mauro Gravina, oggi notissimo per aver dato la voce a quel nano biondo di Iolao (e io "stiro", scusate ma con un nome così mi viene spontaneo dire e scrivere questo) in quel serial trash-ellenico di "HERCULES", prodotto da Sam Raimi in questi ultimi cinque anni (se non credete a me, andate a rivedervi le puntate di "JOAHN & SOLFAMI", lo spin-off animato de "I PUFFI" di quegli anni, 1983/1984, dove Gravina doppia l'eroico Johan). La migliore voce di Cagliostro è sicuramente quella di Sergio Fiorentini, poiché Ivo De Palma è sì bravo, ma anche ripetitivo nel doppiare il nobilastro, che talvolta ha lo stesso tono di Pegasus de "I cavalieri dello Zodiaco". Fiorentini dà un tono anche divertito al suo conte, quasi macabro direi, ma è solo un'opinione personale. Perfettamente d'accordo con chi preferisce Scattorin a Poiret per Zenigata, poiché il secondo si alterà ben poco, e Roberta Gallina a Germana Dominici per Fujiko, anche se recita un ruolo minore nel film, non significa che si debba scegliere per la ladra un'attrice di una certa età. Qui Fujiko, se non erro, salva per ben due volte Lupin da morte certa, aiutandolo a smascherare il conte falsario e fregandogli i clichè nella scena finale. Solo per questa ragione, la cooperativa di doppiaggio romana poteva scomodare una delle due sorelle Izzo, perchè sanno essere perfide quando devono farlo (avete sentito come Rossella Izzo doppiò la Catwoman di Michelle Pfeiffer nel film di Batman del 1992?). Peccato per questo anime, martoriato in ambo le edizioni da voci che non corrispondono a quelle delle serie televisive, se la nostra distribuzione italiana fosse diversa, e se le opinioni della gente sugli anime giapponesi non fossero di sdegno e di paura, si sarebbe meritato una versione cinematografica italiana, almeno in occasione del suo ventennale.


Lupin III - Secondo film


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Ryu <gdichiara@libero.it>
Creata il 30 ottobre 2001
Ultima modifica il 30 ottobre 2001